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16.3.11

Libia: indietro tutta? No, Europa: indietro tutta!


Mentre, come ormai inevitabile, il Colonnello Gheddafi riconquista progressivamente il potere su tutto il Paese africano, sarebbe opportuna una profonda autocritica da parte dell'Europa sul comportamento tenuto durante tutta la crisi.
Mai come in questa occasione la sedicente "unione" europea ha tenuto un atteggiamento ondivago, frastagliato, profondamente differenziato di paese in paese. Francia e Regno Unito "falchi", Italia e compagnia "colombe". Ma nessuno ha veramente preso posizione in una direzione o nell'altra.
La premessa del ragionamento è la legittimità, o meno, da parte di Gheddafi, di difendersi da una rivolta interna. Secondo noi questa legittimità sussiste, perchè non si è trattato di una rivolta "democratica", o per lo meno progressivamente costruita con mezzi pacifici godendo magari dell'appoggio dell'Europa o di qualche stato, bensì di una rivolta armata. E un governo, di qualsiasi tipo sia, può legittimamente difendersi da una rivolta, altrimenti avrebbe abdicato a priori al suo status di potere legittimamente costituito.
In Libia l'intreccio tra politica ed economia è indistinguibile: le compagnie straniere assetate di petrolio, Eni in testa, devono, per poter operare, scendere quotidianamente a patti col potere. Il problema è che gli interessi italiani nel paese nordafricano sono talmente profondi che l'atteggiamento del nostro governo, in questo caso, è stato veramente incerto.
Oggi Gheddafi minaccia di sostuituire le società europee operanti in Libia con compagnie cinesi. E forse farebbe bene! Per noi sarebbe un'ulteriore smacco, a livello continentale, di fronte all'avanzata asiatica su tutti i mercati. Per la Cina, la conferma che è possibile utilizzare la leva delle instabilità africane per conquistare inesorabilmente nuovi giacimenti di materie prime ad un passo dall'Europa.
L'Italia non è stata in grado di esprimere una posizione certa, nè a sostegno del Colonnello per tutelare decenni di investimenti vitali in campo energetico, nè contro, aderendo in questo modo ad un'opzione militare multilaterale che avrebbe sgomberato il campo da un governo dittatoriale e perciò comunque scomodo.
Sullo sfondo, è vero, c'è sempre la consapevolezza della fragilità del concetto di democrazia in Africa: alla fine, i governi europei hanno sempre preferito puntare su parner dittatoriali ma stabili, piuttosto che su fragili democrazie quotidianamente sottoposte ai capricci tribali.
Lo sfondo di questa vicenda, che a posteriori emerge fino a trasformarsi in un primo piano, è l'endemica debolezza dell'Europa a tutti i livelli: politico, diplomatico ed economico. Di fronte all'instabilità nordafricana ed all'immigrazione galoppante, l'Europa in pratica è come se non esistesse, rifiutandosi persino di dare un appoggio concreto all'italia per smistare i clandestini che stanno ogni giorno di più invadendo la Sicilia.

1.11.08

Fwd: Quando lo spot è bello

Davvero ben fatto lo spot creato dal Ministero della Difesa in occasione della Festa delle Forze Armate del prossimo 4 Novembre. Lo scenario è una via affollata che potrebbe appartenere a qualsiasi città. All'improvviso spuntano alcuni carabinieri, poi fanti, soldati di marina, aviatori, e via via un completo campionario delle nostre forze armate. La folla è inizialmente titubante, ma presto si lascia andare e accoglie i "nostri ragazzi" con sorrisi, pacche sulle spalle e cori di incitazione. Un po' retorico? Più a raccontarlo che a vederlo. A me è piaciuto: un po' di riconoscenza per tutti i militari impegnati in missioni all'estero non è mai scontata. E poi il governo vuole porre le basi della prossima consacrazione del 4 novembre a festa nazionale: connubio tra la festa delle forze armate e la vittoria dell'Italia durante la Prima Guerra Mondiale.

28.4.08

Ha vinto Alemanno, mi ha colpito una frase


Come pensavo si è aperto un ciclo nuovo. Anche a Roma ha vinto il centro-destra e per Alleanza Nazionale la vittoria di Gianni Alemanno è un fatto davvero storico.
Una frase mi ha colpito davvero in modo particolare ed è stata pronunciata stasera da un radioascoltatore di "Zapping" su RadioUno. In essa c'è l'essenza dell'inconcludenza politica e ideologica della sinistra italiana: "Io non voto più a sinistra ormai da quasi dieci anni, ed il motivo è questo: quando sento parlare i politici di sinistra sento, tra le righe, che parlano anti-italiano, cioè in tutti i loro discorsi il pensiero fisso va ai diritti degli stranieri, e chissenefrega degli Italiani..."
Ecco, questo signore ha spiegato in modo molto semplice la sensazione che moltissimi hanno avuto. E intanto, sarà un caso, i sostenitori di Alemanno hanno fatto festa al nuovo sindaco coi tricolori in mano e cantando l'Inno di Mameli...

21.4.08

Maroni agli Interni: la notizia più attesa

Se le voci che appaiono oggi sui quotidiani troveranno conferma, Roberto Maroni sarà nominato Ministro dell'Interno. È una notizia importante, perché potrebbe essere la persona più adatta a dare il giusto input al rispetto ed all'applicazione della legge Bossi/Fini sull'immigrazione ed al cambiamento radicale, che l'Italia si aspetta, dell'atteggiamento buonista verso gli extracomunitari irregolari. Bene così.

16.4.08

Conferenza stampa di Berlusconi

Nella sua conferenza stampa da vincitore delle elezioni politiche, Berlusconi mi è piaciuto molto: pacato, tranquillo, è apparso pienamente consapevole del ruolo fondamentale che avrà il suo governo sul futuro dell'Italia.
Gli atteggiamenti di ostentata superiorità intellettuale che inizieranno puntualmente a far capolino dai giornali nei prossimi giorni e che spiegheranno senza ombra di dubbio la connotazione popolare degli elettori del Pdl in contrapposizione alla sapienza infusa propria dell'elettorato di sinistra, questa volta mi lasceranno soltanto un indifferente retrogusto nauseante, senza alterare la percezione netta di questa vittoria.
L'idea che Berlusconi sia il diavolo è proprio intimamente presente negli intellettuali di sinistra, ma anche in moltissimi blogger e commentatori di forum che fanno loro il verso.
In realtà devo proprio confessare che finalmente avverto un'aria nuova e anche Berlusconi ha messo da parte i sogni roboanti ed ha optato per un discorso da statista. Ha una maggioranza a un tempo ampia (nelle percentuali) e ristretta (per numeri di partiti della sua coalizione): farebbe torto alla propria intelligenza chi continuasse a sostenere (ma lo faranno, lo faranno!) che l'unico obiettivo di Silvio sarà l'arricchimento personale...Berlusconi parla il linguaggio degli imprenditori e dei lavoratori, sia di quelli autonomi sia dei dipendenti a cui piacerebbe lavorare bene e che vorrebbero riconosciuti i loro sforzi. Forse questa volta l'Italia ha finalmente capito che deve rimboccarsi le maniche, affidandosi ad una persona che questo gesto l'ha compiuto diverse volte. La Lega forte non può che essere un bene, con le città invase da una quantità tale di immigrati che non è più possibile distinguere tra regolari e clandestini. "Padroni in casa propria": un concetto che sta alla base della convivenza civile e del diritto internazionale. Se un paese abdica all'intransigente difesa della propria territorialità, ha già perso tutto, compresa l'identità nazionale. E le invasioni si possono realizzare in molti modi diversi... Questi concetti, pure bestemmie per le ideologie di sinistra, finalmente potranno essere di nuovo discussi in pubblico. Ed è già un buon segno.

15.4.08

E adesso: perizie psichiatriche!

Silvio l'aveva detto: vinte le elezioni, sotto con le perizie psichiatriche ai magistrati. Purtroppo però si è dimenticato di altre categorie che ne avrebbero molto bisogno: giornalisti e certi politici.
Io comincerei, in nome della pacificazione politica nazionale, da due nomi: Romano Prodi che ha governato e Paolo Mieli che ce l'ha mandato!

L'Italia si è rialzata eccome!

In questi due anni di governo Prodi mi sono tenuto, appeso sul luogo di lavoro, un ritaglio di "Libero" in cui apparivano le inquietanti facce di Luxuria, Bertinotti, Diliberto e, udite udite, del mio professore di filosofia del liceo classico Marco Ferrando (uno per il quale Bertinotti è di destra!). Tutti con a fianco i loro slogan contro l'occidente, contro i ros, contro l'eni, il Vaticano, l'America, la TAV, la Transiberiana, il Ponte sullo Stretto, la potatura degli alberi, il conto del supermercato ecc ecc.

Contavo i giorni nella speranza di vederli spazzati via: oggi è successo, con una tale prepotente valanga di voti che adesso, all'una e mezza di notte, mi trovo a non riuscire a dormire perché in un sol colpo mi sono dovuto ricredere sull'intelligenza degli italiani (che credevo smarrita) e per l'emozione di arrivare, domattina, sul posto di lavoro e, finalmente, strappare e bruciare quell'articolo con la speranza di non vedere mai più quelle facce in parlamento!

Grazie Silvio e grazie Walter!

10.4.08

Lo dice anche Veltroni!


Lapsus freudiano nella cartellonistica elettorale di Veltroni: evidentemente anche lui ha finalmente preso atto che un'eventuale prosecuzione dell'esperienza del suo partito al governo (il PD di cui Prodi è nientemeno che presidente!), porterebbe l'Italia in un caos ancora peggiore di quanto non sia riuscito a fare in poco più di un anno. E allora il faccione del Walter sembra dirci: basta con noi, votate Popolo della Libertà!
Come dargli torto?

9.4.08

la gioia di vivere

Una considerazione assolutamente istintiva, aconcettuale e apolitica: ieri a Savona ha parlato Berlusconi. Al di là delle opinioni politiche io colgo in quest'uomo una cosa sconosciuta alle facce di circostanza e sempre velate di tristezza e invidia dei suoi avversari: la gioia di vivere!

7.4.08

Sulle schede ha ragione Berlusconi

Confesso che eri ho appreso della protesta di Berlusconi sulla cattiva comprensibilità delle schede elettorali con un po' di scetticismo. Poi in serata ho approfondito la cosa e osservando i fac-simile pubblicati sui giornali mi sono saltate agli occhi le ragioni del leader del pdl. In effetti l'aver unito in fase di stampa delle schede i lati "confinanti" dei due simboli che compongono le "coalizioni" (solo due: pd-di pietro e pdl-lega) induce chiaramente all'errore. L'elettore frettoloso può essere spinto a tracciare una croce su quella che ritiene essere la coalizione. E mettendo una croce su entrambi i simboli "attaccati" tra loro, annulla il voto.
È stato un grave errore stamparle così: il ministro Amato non ci fa una bella figura a reagire disgustato come ha fatto.

3.4.08

Una cosa che vorrei sentire dai politici

Il prezzo del petrolio è alto come non è mai stato e la conseguenza diretta è un maggior costo dei trasporti delle merci: ormai si può dire che quando acquistiamo qualcosa paghiamo soltanto per una minima parte il prezzo del prodotto in sé: in realtà paghiamo il salatissimo costo dei TIR che vanno e vengono incessantemente in lungo e in largo attraverso l'Europa.
Eppure nessun politico prende posizione su questo: dopo lo sciopero dei trasporti di qualche mese fa una classe politica seria avrebbe dovuto dire: "Ok, ora vi diamo ciò che chiedete, ma tenete conto che entro 10 anni l'80% delle merci passerà su rotaia". Meno camion che causano incidenti, meno inquinamento, meno costi per tutti.
E se un prodotto arriverà a destinazione due giorni dopo rispetto ad ora...questo non ci cambierà certo la vita!

1.4.08

Prodi è miracolosamente riapparso

Invisibile dalla caduta del disastroso governo che ha presieduto, appena a Parigi Milano è stata votata come città sede dell'Expo 2015, improvvisamente Romano Prodi è riapparso al fianco di un'imbarazzata (giustamente, visto che la vergogna è un sentimento che a sinistra non usa) Letizia Moratti. Per la serie: nascondiamoci dai fischi, celebriamo i trionfi. Cosa non si fa per la campagna elettorale! Speriamo che questa improvvida uscita serva a ricordare agli italiani che il partito di Veltroni ha come presidente proprio Don Romano!